La biodiversità e DECATHLON

C’è un collegamento tra la nostra azienda e la biodiversità? Molto più di quanto si possa immaginare! Lo spieghiamo in completa trasparenza.

La biodiversità e DECATHLON

Fauna, flora, aria e acqua… Cosa hanno a che vedere con DECATHLON?
In realtà, tutto. Dalla creazione dei nostri prodotti al trasporto e alla vendita in negozio, l’incidenza sulla biodiversità è costante. Per capire meglio, dobbiamo rivedere qualche nozione fondamentale: Cos’è la biodiversità? Cosa la minaccia? Quali sono le conseguenze nel caso di una sua erosione?
Guarderemo poi da vicino la responsabilità di DECATHLON su più livelli e le misure messe in atto. Facciamo un po’ di luce su questo argomento molto vasto.

Cos’è la biodiversità?

La biodiversità è l’insieme degli organismi viventi e dei loro habitat sul pianeta. Questi ambienti di vita, siano essi acquatici (inclusi quelli marini) o terrestri, vengono chiamati «ecosistemi»; parola usata per definire tutte le interazioni tra la fauna, la flora e il relativo ambiente naturale. Pensiamo, ad esempio, al ruolo delle api nell’impollinazione, che permette ai fiori di riprodursi e all’agricoltura di essere rigogliosa. La nozione di biodiversità compare negli anni Ottanta e la sua importanza viene riconosciuta ufficialmente per la prima volta nel 1992 a Rio de Janeiro.

Costituisce un equilibrio planetario, del quale fa parte il clima. Ed è semplicemente essenziale per noi esseri umani. Perché? È grazie alla biodiversità che possiamo bere e mangiare. E attingiamo alle sue risorse per ricavare le materie prime che ci permettono di rispondere a tutti i nostri bisogni. Quindi dipendiamo completamente dal suo buono stato di salute.

La biodiversità e DECATHLON

Cosa minaccia la biodiversità? Quali sono le conseguenze?

Il rapporto 2019 della Piattaforma intergovernativa scientifico-politica per la biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES, in inglese) lancia l’allarme: «1.000.000 di specie minacciate di estinzione».
Perché esiste una minaccia per la flora e la fauna e da dove proviene? Le cause sono molteplici ma hanno tutte origine dall’essere umano. Secondo questo rapporto, in termini di incidenza troviamo:

al primo posto, il cambiamento di destinazione di acque e terreni:
intendendo con ciò, lo sfruttamento degli oceani e l’antropizzazione dei territori. Gli spazi naturali vengono via via erosi dall’urbanizzazione. Questo fenomeno causa l’impoverimento del suolo. Le superfici diventate impermeabili provocano l’erosione – oltre a un maggior numero di inondazioni, non essendo più i terreni in grado di assorbire acqua –, e il cemento diffuso un po’ ovunque favorisce l’aumento delle temperature.
Attualmente, il 75% delle risorse di acqua dolce è destinato all’agricoltura e all’allevamento del bestiame. Senza dimenticare la costruzione delle dighe. La trasformazione di diverse aree al servizio dell’essere umano lascia sempre meno spazio agli organismi viventi e riduce le catene alimentari.   

al secondo posto, lo sfruttamento diretto di alcuni organismi:
Pensiamo alla pesca intensiva, all’eccessivo sfruttamento delle foreste o anche alla produzione agricola. La prima non permette alle specie di rinnovarsi nuocendo così ai loro ecosistemi. E riguardo alle altre due cause, riducendo le superfici boschive il riscaldamento climatico aumenta.

al terzo posto, il cambiamento climatico:
Le sue conseguenze aumentano e così la sua incidenza sugli organismi viventi negli anni a venire. L’innalzamento delle temperature causa cambiamenti nella distribuzione delle specie sui territori, quando non le minaccia direttamente. Le catastrofi naturali che ne derivano o le forti variazioni nelle temperature influiscono in modo meccanico sui cicli di vita. Pensiamo ad esempio agli alberi da frutta che fioriscono a febbraio e gelano a maggio.

al quarto posto, l’inquinamento:
In primo luogo, l’inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua causato da sostanze chimiche, fertilizzanti, plastiche, ecc. Tutto ciò produce i suoi effetti non solo sull’ambiente, ma anche sui vari habitat. La plastica non è solo causa di 400 zone morte negli oceani, ma anche del cattivo stato di salute (se non della scomparsa) di numerosi organismi viventi che ne ingeriscono le acque.
Anche l’inquinamento luminoso e quello sonoro disturbano gli organismi viventi costringendoli a modificare il loro habitat.

al quinto posto, le specie esotiche infestanti:
Queste specie, introdotte dagli esseri umani in modo involontario o meno, finiscono per soffocare la fauna e la flora locali. E con una varietà più limitata di risorse alimentari, non possiamo che assistere all’impoverimento della diversità.


Queste cinque cause sono all’origine dell’erosione degli organismi viventi e minacciano anche gli esseri umani. Esattamente come la COP21 ha permesso di stabilire dei limiti al riscaldamento climatico che i vari Paesi si sono impegnati a rispettare, anche la biodiversità è in attesa di un suo quadro normativo. La seconda sessione della COP15 sulla biodiversità è stata rimandata più volte a causa dell’emergenza sanitaria e si dovrebbe tenere in Cina nel 2022 per far fronte a questa sfida.

PERCHÉ DECATHLON AGISCE A FAVORE DELLA BIODIVERSITÀ?

Se la biodiversità è in pericolo, lo è anche la continuità della pratica sportiva e della nostra azienda. Siamo consapevoli che la produzione, il trasporto, l’uso e la distribuzione dei nostri articoli dipendono dalla biodiversità e influiscono su di essa. Per questo, è nostra responsabilità agire.

Se le conseguenze dell’attività umana sul riscaldamento climatico ci sono chiare già da qualche anno, riguardo alla biodiversità la nostra presa di coscienza è più di recente. Possiamo constatarlo sul piano politico e mediatico: c’è una differenza di 20 anni tra quando abbiamo riconosciuto il cambiamento climatico (rapporto Meadows del 1972) e quando, invece, abbiamo iniziato a prendere posizione sulla biodiversità (Rio de Janeiro 1992). È interessante notare anche che l’IPCC ha fornito il suo primo rapporto sul clima nel 1990 e l’IPBES nel 2019.

Dal canto nostro, nonostante questo ritardo, ora cerchiamo di essere all’altezza della sfida. Antoine Lablée, Responsabile del progetto Biodiversità in DECATHLON, spiega: «Abbiamo attraversato una prima fase di comprensione dell’argomento e poi una seconda di esplorazione, che ci ha permesso di stabilire l’indice più adeguato per misurare gli effetti delle nostre attività sulla biodiversità. Oggi cerchiamo, sulla base di calcoli, di stabilire la priorità delle iniziative per agire al meglio».

La biodiversità e DECATHLON
La biodiversità e DECATHLON

DECATHLON, quali gli effetti negativi sulla biodiversità?

Riassumendo, l’attività di DECATHLON ha ricadute negative sulla biodiversità attraverso due componenti principali:

n° 1 La produzione di articoli: La nostra responsabilità deriva principalmente dai prodotti. Il loro ciclo di vita contribuisce non solo al riscaldamento climatico, ma anche all’erosione delle risorse del pianeta. La nostra ambizione è mettere in atto le stesse azioni a favore della biodiversità e dell’impronta carbonica, per esempio, andando incontro ai fornitori.

n° 2 I negozi: DECATHLON conta oggi 328 negozi in Francia e molti di più nel resto del mondo. Il gruppo possiede una superficie di 14 milioni di metri quadrati,  e altrettanti terreni antropizzati. Riguardo alla componente fondiaria, sebbene meno dannosa per la biodiversità rispetto alla produzione, la nostra responsabilità è maggiore e diretta. Dobbiamo quindi essere un esempio.

Misurare il nostro debito verso la biodiversità

Per agire in modo tempestivo e strutturato dobbiamo poter misurare la nostra incidenza, ossia fare un bilancio della biodiversità come avviene per le emissioni di carbonio. Con la differenza che, in questo caso, parliamo di debito. C’è una nozione di passato che non si trova nel calcolo dell’impronta carbonica. Ad esempio, ricoprendo un’area con del cemento per un’attività che in un secondo momento verrà dismessa non si permette alla biodiversità di tornare a livelli adeguati. Quando smettiamo di produrre CO2, la nostra azione diventa effettiva dopo un periodo più o meno breve, ossia il tempo che la fotosintesi impiega per riassorbirla.

Per il nostro bilancio della biodiversità, l’indice di misurazione considerato nel 2020 è il MSA.km² (o Mean Species Abundance), che equivale alla distruzione della biodiversità media in 1 km2 di foresta incontaminata. Questa metrica è diventata molto diffusa nel 2021 per la sua facilità di comprensione e pertinenza. Abbiamo deciso di concentrare la nostra attenzione sull’occupazione delle superfici. L’incidenza di DECATHLON sarà quindi espressa in «km² antropizzati equivalenti», sulla scia dei «kg di CO2 equivalenti» impiegati per calcolare l’impronta carbonica. Una volta misurata, aiuterà a stabilire le priorità tra i piani d’intervento.

Calcolando il debito DECATHLON verso gli organismi viventi, potremo inoltre ottenere un sistema di riferimento che ci aiuterà a capire se le azioni messe in atto hanno l’effetto di aumentarlo, mantenerlo o ridurlo.

Come viene calcolato il debito? 

Il debito si calcola attraverso lo strumento Global Biodiversity Score (GBS), sviluppato dalla filiale della Cassa depositi: CDC Biodiversità. Con questo strumento le aziende possono redigere un inventario a partire dai flussi delle materie, che tiene conto del consumo delle diverse fonti di energia anche da parte dei fornitori. Il risultato è espresso in «km² antropizzati equivalenti».

La biodiversità e DECATHLON

Calcolo dell’incidenza dei negozi DECATHLON

DECATHLON vuole progettare strutture a biodiversità positiva. Prima di avviare la costruzione di un edificio o il rifacimento di un sito o parcheggio, effettuiamo una diagnosi sulla base di 74 criteri di biodiversità.

Tra questi:
- le continuità ecologiche,
- le risorse idriche,
- la densità della vegetazione,
- l’inquinamento luminoso,
- il clima,
- la qualità della vita.

Questa diagnosi ci permette di calcolare un voto da 0 a 100. La soglia minima accettabile è di 50/100, ossia là dove sono presenti tutte le condizioni che permettono agli organismi viventi di spostarsi, nutrirsi e riprodursi. 

Per il sito sperimentale vicino a Saint-Malo la diagnosi prima dei lavori era di 42/100, tre anni dopo era pari a 79/100. Queste strutture riuniscono quindi le condizioni per un buono sviluppo degli organismi viventi.

La biodiversità al centro del negozio di Saint-Jouan-des-Guérêts

Quali gli effetti positivi a Saint-Jouan-des-Guérêts? 

Il sito pilota di Saint-Jouan-des-Guérêts, vicino a Saint-Malo, ha permesso di applicare un certo numero di principi riproducibili per favorire la biodiversità in tutti i negozi futuri.

Il principio iniziale: limitare i danni dell’urbanizzazione convertendo un terreno incolto in una monocoltura. A ciò seguono obiettivi come: trasformare, evitare, ridurre e compensare.

Il punto è favorire dei corridori ecologici agendo in quattro direzioni:
Trama verde: aiuta a favorire la circolazione e gli habitat delle specie grazie a un terreno non recintato, una falciatura tardiva e una densità e varietà della flora. In questo modo, animali e insetti sono liberi di circolare, nutrirsi, riprodursi e nascondersi nella vegetazione o in apposite casette. La vegetazione aiuta a filtrare gli agenti inquinanti (sequestro del carbonio) e a creare oasi di freschezza. A Saint-Jouan sono state piantate 175 specie vegetali (alberi, alberi da frutta, arbusti), contro le 20 di prima.
Trama blu: qui si tratta di combattere l’impermeabilizzazione delle superfici e ridurre il deflusso delle acque piovane. La fossa verde e il bacino di infiltrazione, veri e propri habitat umidi, favoriscono lo sviluppo delle specie acquatiche. In più, limitano i rischi di inondazione permettendo di ricaricare le falde acquifere.
Trama marrone: Il 25% della diversità si trova nel suolo. La sfida era di preservare la continuità nel sottosuolo per favorire lo sviluppo di funghi e batteri. Senza un terreno aerato, la trama verde non può godere di buona salute. Per questo motivo, la zona è usata per il pascolo di conservazione. L’erba viene mantenuta usando un gregge di pecore anziché pesanti falciatrici che schiaccerebbero tutto.
Trama nera: in questo caso, si tratta di preservare la fauna notturna. L’illuminazione è stata pensata per disturbarla il meno possibile. Le luci sono orientate verso il basso e dotate di sensori per accendersi al passaggio di qualcuno. Sono stati previsti anche dei rifugi per pipistrelli.

Infine sono stati installati due alveari con 120.000 api, che sono un buon indice dello stato di salute del campo e delle zone circostanti. A Saint-Jouan si producono 22 kg di miele, mentre altrove se ne prevedono in media 3,5 kg. Ciò significa non solo che nella zona non vengono usati prodotti fitosanitari ma anche che l’ecosistema delle api è abbastanza vario perché devono percorrere qualche chilometro per trovare il polline necessario a produrre il miele.

Strutture simili sono state installate nel sito di Lorient e altri 14 dossier sono in via di sviluppo. Come per i primi due progetti, l’obiettivo è ottenere per tutte le nostre nuove strutture in Francia il label «Signature Biodiversité», ossia una certificazione ambientale rilasciata dall’omonimo studio di progettazione paesaggistica che accompagna e controlla le aziende impegnate a favore della performance ambientale, dallo stato iniziale del progetto all’attuazione delle misure previste.

Quali azioni a favore della biodiversità ha messo in atto DECATHLON?

Per i prossimi due anni, ci siamo posti degli obiettivi. Prima di tutto, abbiamo riqualificato a verde il 10% del parco immobiliare francese di DECATHLON.

Dopodiché, la nostra priorità è stata di migliorare le competenze delle nostre squadre sul consumo di acqua: le quantità usate in produzione e il relativo trattamento, la scarsità di questa risorsa naturale e gli effetti degli impianti sulla biodiversità.

Per rispondere in modo più globale alle sfide della biodiversità, DECATHLON investe in un certo numero di iniziative e si circonda di esperti per acquisire competenze in materia: 

La biodiversità e DECATHLON

Imprese impegnate a favore della natura

A febbraio 2020, DECATHLON ha firmato i 10 principi dell’iniziativa «Aziende impegnate a favore della natura – act4nature France», ossia:
Integrare la biodiversità nella nostra strategia aziendale,
Dialogare con tutti gli stakeholder riguardo al nostro impatto e alle relative contromisure,
Valutare le diverse componenti della biodiversità che ci riguardano,
Evitare (prima di tutto), ridurre e compensare i nostri impatti,
Rendere conto pubblicamente dei nostri piani d’azione, ecc.

Nel dicembre 2019, questa iniziativa dell’OFB (ufficio francese per la biodiversità) ha riunito 38 imprese con l’obiettivo di sottoscrivere un programma di miglioramento continuo a favore della salvaguardia della biodiversità. Con ciò intendiamo misurare le nostre pressioni sulla biodiversità e individuare le nostre priorità, ma anche formalizzare le nostre ambizioni in materia. Una volta depositato il piano d’azione per la salvaguardia della biodiversità, la prossima tappa sarà l’auditing dei nostri risultati per il 2023.

Associazione ORÉE

Abbiamo chiesto consiglio all’associazione ORÉE, fondata nel 1992, e referente a livello nazionale e internazionale. Nello specifico, è incaricata di rappresentare la Francia alla Convenzione sulla diversità biologica (CBD).

CDC Biodiversità

DECATHLON ha ricevuto una formazione dalla CDC Biodiversità e si basa sullo strumento GBS per valutare le conseguenze delle sue attività sulla biodiversità. La filiale della Cassa depositi ci accompagna anche nell’analisi critica dello studio sulla biodiversità.
Comprendere l’argomento, misurare gli impatti: sono tutte tappe irrinunciabili per prendere in mano l’argomento «biodiversità» in DECATHLON. Oggi, pienamente consapevoli delle sfide che la salvaguardia rappresenta per tutti noi, siamo sicuri che le nostre iniziative sono destinate a crescere nei prossimi anni.