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Come decarbonizzare l’ultimo miglio della consegna?

L’ultimo miglio, anche se è una parte minima del viaggio di trasporto, ha un peso importante sulle emissioni di carbonio. Come ridurre la sua incidenza? E cosa possono fare le aziende in proposito?

Nell’ambito dei trasporti e della logistica, la "consegna dell’ultimo miglio" è la tappa finale del viaggio dei prodotti da un centro di distribuzione o un magazzino fino all’abitazione di chi li ha acquistati. Anche se breve, questa distanza incide in modo sproporzionato sull’inquinamento legato al trasporto, raggiungendo spesso il 28% del totale mondiale delle emissioni di carbonio. Si tratta di una percentuale che, oltre a sottolineare la responsabilità delle aziende (in particolare con il loro modo di gestire l’e-commerce), richiama l’importanza di decarbonizzare le consegne dell’ultimo chilometro, una tappa cruciale verso un sistema di trasporto più sostenibile.

I fattori che determinano l’impronta carbonica dell’ultimo miglio

Alla base di questa equazione controintuitiva, troviamo una serie di fattori:
- la bassa percentuale di carico dei veicoli: i camion non viaggiano quasi mai pieni (soprattutto perché così possono fare consegne rapide). Man mano che il giro di consegne avanza, il camion si svuota fino a rientrare vuoto o quasi. Nell’ultimo miglio, pertanto, il camion viaggia spesso scarico!
- i camion dell’ultimo miglio sono generalmente più piccoli (da 3,5 a 7,5 tonnellate o meno). I camion più grossi, invece, ottimizzano i carichi e sono quindi più efficienti in termini di intensità carbonica.
- il traffico paralizzato delle città: ingorghi, soste e ripartenze frequenti aumentano il consumo di carburante.

La logistica dell’ultimo miglio: strategie di decarbonizzazione

Per ridurre davvero l’impatto ambientale delle consegne dell’ultimo miglio, è fondamentale agire su più fronti.

Dal punto di vista del carico, l’ideale è ottimizzare le consegne abbinandole a quelle di altre aziende: carichi condivisi, consegne condivise, ecc. sono tutte opzioni che possono offrire dei benefici, come ridurre i costi, il tempo di transito e il numero di camion presenti sulla strada.

Gli ostacoli non mancano: bisogna garantire la sicurezza delle merci (evitando, ad esempio di mescolare componenti elettrici e chimici) e bisogna rimettere mano a processi logistici ormai consolidati.

Ottimizzando gli itinerari, si può ridurre considerevolmente la distanza percorsa e migliorare le percentuali di carico dei veicoli. I software specializzati aiutano a studiare i percorsi migliori, mentre le strategie di carico raggruppano le consegne di più clienti o aziende per massimizzare la capacità dei veicoli. Permettere ai clienti di scegliere una fascia temporale specifica per la consegna può aiutare a organizzare meglio le operazioni e snellire il traffico.

Questa strategia consiste nell’ottimizzare la Supply Chain e nel ridurre l’impatto ambientale delle consegne. È il cosiddetto cross-docking, o più semplicemente: trasbordo merci.

Prima del cross-docking:
I prodotti vengono ricevuti da fornitori diversi con metodi di trasporto diversi (FTL: Full Truck Load e LTL: Less Than Truckload) nel centro di distribuzione
dove vengono stoccati.
Da qui, vengono preparati e spediti ai clienti.

Dopo il cross-docking:
I prodotti vengono ricevuti da fornitori diversi con metodi di trasporto diversi nell’hub di smistamento,
dove vengono preparati e caricati sui camion per le destinazioni finali
.
I clienti ricevono gli ordini direttamente dall’hub di smistamento.

Tra i vantaggi:
- migliore fluidità della Supply Chain. Il cross-docking aiuta a ridurre i tempi di transito dei prodotti tra il fornitore e il cliente.
- maggiore efficienza dei trasporti. Il raggruppamento degli ordini nei camion FTL permette di ottimizzare il carico dei veicoli e ridurre le emissioni di CO2,
- minori costi di trasporto. Riducendo il numero di consegne necessarie, il cross-docking può aiutare a ridurre i costi di trasporto.

Ottimizzare la logistica dell’ultimo miglio

L’idea è semplice: attraverso gli strumenti digitali, è possibile ottimizzare il giro di consegne per ridurre la distanza totale percorsa. Questo può ridurre notevolmente il consumo di carburante, le emissioni e i tempi di consegna, il che si traduce in un risparmio dei costi e un’efficienza migliore. Risparmio potenziale: Il 30% della distanza percorsa!

Ottimizzare il carico dei colli offre un duplice vantaggio: minore impatto ambientale e minori costi di trasporto. Limitando lo spazio vuoto nei colli, si riduce il volume totale delle spedizioni, il che porta a una serie di benefici pratici.

Pacchi più compatti permettono di ottimizzare il carico dei camion, aumentando la capacità di trasporto e riducendo il numero di viaggi necessari per l’ultimo miglio.
Oggi esistono soluzioni per tagliare automaticamente cartoni della misura adatta.

Le energie alternative per l’ultimo miglio

I vantaggi dei veicoli elettrici:
Autorizzati nelle zone a basse emissioni (“fasce verdi”): Non avendo emissioni di scarico, i veicoli elettrici possono circolare liberamente in città, anche dove i veicoli a motore termico vengono bloccati dalle limitazioni del traffico. Questo contribuisce a migliorare la qualità dell’aria.

Forte potenziale di riduzione della CO2: i trasporti sono responsabili di una fetta enorme delle emissioni. Sostituendo i mezzi a benzina o diesel, i veicoli elettrici aiutano ad abbattere le emissioni. A una condizione, però: l’elettricità usata per ricaricarli deve provenire da una fonte a basse emissioni di carbonio.
Inquinamento acustico ridotto: i motori elettrici sono decisamente più silenziosi dei motori termici. Tutto questo aiuta a rendere le città più silenziose, specialmente nei quartieri più affollati.

Tecnologia adatta all’ultimo miglio: i veicoli elettrici sono perfetti per l’"ultimo miglio", dove soste e ripartenze sono frequenti (consegne, taxi, ecc.). Hanno un’autonomia sufficiente per questo uso e la loro capacità di accelerazione è ideale per la guida in città.

Ma c’è anche un lato negativo: l’impatto ambientale globale di un veicolo elettrico dipende molto dalla fonte di energia usata per la ricarica. Se è una centrale a carbone, il beneficio ecologico viene in gran parte meno. Invece, con le energie rinnovabili (solare, eolica, idraulica), i veicoli elettrici diventano una soluzione potenzialmente più sostenibile per la mobilità urbana.

Idrogeno

A oggi, i veicoli leggeri a idrogeno non sono una soluzione ideale per le consegne dell’ultimo miglio, tantomeno sono una valida alternativa ai mezzi commerciali. Perché? L’idrogeno grigio finisce per pesare sull’intensità carbonica complessiva. Questo perché quando si usa l’elettricità per estrarre idrogeno tramite elettrolisi, si perde il 50% dell'energia. Poi, l’idrogeno deve essere riconvertito in elettricità nel veicolo; e con questo passaggio si perde un altro 50%, il che porta la perdita totale al 65-80%. In pratica, l’efficienza energetica è quattro volte più bassa rispetto a quella dei veicoli elettrici a batteria.

La tecnologia è ancora allo stadio di sviluppo e ha un’efficienza energetica più bassa rispetto ai veicoli elettrici: l’idrogeno usato per alimentare questi veicoli può provenire da fonti inquinanti, annullando potenzialmente ogni beneficio ambientale...

Se è vero che l’idrogeno verde, cioè ricavato da energie rinnovabili, rimane un’opzione nei paesi dove l’elettricità è ancora prodotta da fonti fossili, il rischio di finire a usare il cosiddetto idrogeno "grigio" rende questa strada ancora molto incerta.

La bioenergia è una fonte rinnovabile ricavata da materie organiche, che in gergo chiamiamo biomassa. La biomassa è qualsiasi materia organica che ha immagazzinato la luce del sole (per fotosintesi) sotto forma di energia chimica.

Vantaggi:
Riduzione delle emissioni di CO2: Il bilancio di massa può aiutare ad abbattere le emissioni di gas a effetto serra, soprattutto nei paesi che dipendono ancora da fonti energetiche inquinanti. Biocarburanti e biogas possono essere ricavati da tutta una
serie di materie prime organiche, come i rifiuti residui o le colture dedicate.

Tecnologia pronta: Le tecnologie per produrre e usare biocarburanti e biogas sono già mature e possono essere impiegate su larga scala.

Svantaggi:
Inquinamento dell’aria simile a quello prodotto dai combustibili fossili: quando si bruciano biocarburanti e biogas si rilasciano inquinanti atmosferici, come ossidi di azoto e polveri sottili, che possono avere effetti nocivi sulla salute umana e sull’ambiente.
Impatto negativo sulla biodiversità: Produrre biocarburanti e biogas può causare deforestazione, perdita di biodiversità e persino innescare una competizione con la produzione alimentare.
Maggiore pressione sulle risorse idriche: alcune colture dedicate ai biocarburanti possono richiedere massicce quantità di acqua, finendo per aggravare lo stress idrico in determinate regioni.

Il sistema bioenergetico è un metodo contabile utile a tracciare e quantificare i flussi delle materie prime e dei prodotti lungo la Supply Chain. Si applica a ogni tipo di materie prime, comprese quelle fossili o rinnovabili, i prodotti riciclati o finiti.

I "crediti" contabilizzano le emissioni di gas serra evitate rispetto all’uso delle sole materie prime fossili. Il sistema offre pertanto un metodo trasparente per valorizzare gli sforzi nell’ambito della decarbonizzazione.

Il posto dell’e-commerce e quanto incide sulle emissioni di carbonio di un’azienda

Con 42 milioni di acquirenti online a fine 2022, il mercato dell’e-commerce in Francia continua a svilupparsi. La consegna a domicilio rimane il modo preferito dal 78% dei consumatori (fonte: Fevad 2023), ma genera un grosso volume di trasporti su strada – principale responsabile delle emissioni di gas a effetto serra legati all’attività.

Un altro aspetto spesso trascurato è il reso dei prodotti, che rappresenta una tappa cruciale della catena logistica e un’importante sfida ambientale per l’e-commerce.

Trasporto extra (ogni reso prodotto comporta un ulteriore viaggio di andata e ritorno, con relative emissioni di CO2), più imballaggi e gestione dei rifiuti: in altre parole, è un servizio tutt’altro che neutro. Le sfide legate alle catene logistiche e, più ampiamente, all’e-commerce, sono ancora notevoli!

Il ciclotrasporto: LA soluzione logistica?

Quando si parla di consegna dell’ultimo miglio, nelle grandi città, si pensa subito alla bicicletta. Ma anche se è adatta alla città, non è adatta a tutte le consegne.

Produrre una bici ha un impatto proporzionalmente maggiore rispetto a un camion (che può percorrere fino a 300.000 km, a differenza delle bici oggi). Pertanto, oggi, la produzione incide parecchio sull’impronta di carbonio.

Tuttavia, le bici cargo offrono un vantaggio fondamentale: la loro impronta di carbonio è meno variabile rispetto a quella dei camion elettrici.
Le bici cargo non sono necessariamente alimentate con energia elettrica rinnovabile. Ma il loro consumo di energia è molto ridotto (25 Wh/t-km contro 250 Wh/t-km, vale a dire dieci volte meno), il che le rende competitive rispetto ai furgoni, anche nei paesi dove il mix elettrico è ad alta intensità di carbonio.

Se in futuro le bici avranno vita più lunga, il loro impatto ambientale globale potrebbe continuare a diminuire perché distribuito su un maggior numero di utilizzi.
Le bici cargo elettriche offrono comunque un certo numero di vantaggi per le consegne in città:
- Autorizzate nelle zone a basse emissioni (“fasce verdi”): Non avendo emissioni di scarico, possono circolare liberamente nei centri città, anche dove i veicoli a motore termico vengono bloccati dalle limitazioni del traffico. Questo contribuisce a migliorare la qualità dell’aria.
- Forte potenziale di riduzione della CO2: permettono di abbattere le emissioni di CO2 rispetto ai camion elettrici, soprattutto nei paesi che dipendono ancora da fonti energetiche inquinanti.
- Tecnologia matura e disponibile: le bici cargo elettriche sono una soluzione già operativa.
- Abbattimento dell’inquinamento acustico: sono decisamente più silenziose dei camion, il che migliora il comfort acustico in città.

A ogni modo, presentano anche dei limiti:
- utilità limitata alle grandi città: hanno un raggio d’azione ristretto, adatto soprattutto alle consegne a breve distanza (3-4 km dal centro città) in zone molto urbanizzate.
- Costo dell’investimento più alto: soprattutto a causa del costo della manodopera (una bici cargo trasporta molta meno merce di un camion).

Riassumendo, le bici cargo elettriche sono una soluzione interessante per le consegne a breve distanza nelle grandi città densamente popolate, soprattutto nei paesi dove l’elettricità viene ricavata in larga misura da fonti fossili.

Tuttavia, il raggio d’azione più limitato e i maggiori costi di investimento ne fanno una soluzione meno diffusa per l’ultimo miglio.

Le sfide legate alle bioenergie vanno ben oltre la sola questione delle emissioni di CO2.

Il loro impatto sulla sicurezza alimentare, sulla biodiversità e sulle risorse idriche è considerevole. Per di più, migliorano di poco la qualità dell’aria.

Trovare l’equilibrio ottimale nel settore energetico, quindi, è abbastanza complesso.
Nell’attesa di soluzioni energetiche alternative più sostenibili, ottimizzare i processi logistici offre opportunità interessanti per ridurre l’impronta di carbonio delle consegne, soprattutto nel campo dell’e-commerce.

Riducendo al minimo il volume dei colli e ottimizzando gli itinerari, le aziende possono ridurre significativamente le emissioni di CO2 e i costi di consegna. Un approccio vantaggioso per le aziende tanto quanto per i consumatori.

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