Origine e definizione dell’ecomobilità
La parola ecomobilità è relativamente nuova: fa la sua prima comparsa alla fine degli anni Novanta, quando lo sviluppo sostenibile diventa un tema centrale per istituzioni, società civile e imprese. Il concetto diventa sempre più importante a partire dagli anni 2000, fino a imporsi oggi come sfida cruciale della transizione ecologica. Si parla anche di mobilità sostenibile.
Secondo l’ADEME (l’agenzia francese per la transizione ecologica), ecomobilità vuol dire “garantire la circolazione di merci e persone riducendo l’uso di autoveicoli quando possibile, soprattutto nelle zone urbane e periurbane ».
Si tratta in pratica di ripensare i trasporti (modi, infrastrutture, frequenza, carburante, ecc.) per limitare gli effetti negativi. L’obiettivo non è solo ecologico, perché in realtà si cerca di intervenire su tre grandi aree: ambiente, qualità della vita e salute.
L’ecomobilità riguarda sia le persone che le merci: il settore della logistica, segnato soprattutto dall’esplosione delle consegne a domicilio, è particolarmente interessato.



