Decathlon e la lotta al lavoro forzato

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Gli effetti economici e sociali della crisi sanitaria hanno aumentato la vulnerabilità delle popolazioni più a rischio di lavoro forzato. Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, nel 2021 erano 27,6 milioni gli esseri umani nel mondo a soffrire di questa situazione.

Nell’ambito del proprio processo di audit sociale interno in produzione (per i fornitori di livello 1 e alcuni di livello 2), DECATHLON vigila sul rispetto dei requisiti in materia di diritti umani, che possono essere più rigorosi rispetto alle normative locali vigenti in alcuni paesi. Sotto l’impulso della legge britannica Modern Slavery Act del 2015 e della legge francese sul Dovere di vigilanza del 2017, Decathlon intraprende azioni mirate su tre temi legati alla schiavitù moderna:

la lotta contro il lavoro forzato: il personale dipendente dei fornitori offre il proprio lavoro o servizio volontariamente, senza minaccia di alcuna sanzione;

il reclutamento responsabile presso i fornitori: il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l’alloggio o l’accoglienza di figure lavorative migranti a fini di attività lavorativa si svolgono senza minacce, ricorso alla forza o costrizioni;

la lotta contro la servitù per debito: la persona impiegata non dedica il proprio lavoro o servizio all’estinzione di un debito.

Questi principi sono stati riaffermati nell’ultima Dichiarazione sulla lotta alla schiavitù moderna di DECATHLON. Oltre alla griglia di audit sociale interno, i requisiti aziendali relativi ai diritti umani e alla lotta al lavoro forzato sono specificati nel Codice di condotta fornitori. Dal 2021, questi due documenti integrano linee guida per i dormitori e per il reclutamento etico. L’implementazione di tali linee guida e la loro applicazione sono monitorate con particolare attenzione nei paesi a più alto rischio.

Inoltre, viene offerto un e-learning di sensibilizzazione, obbligatorio per tutti i team di produzione, al fine di prevenire situazioni di lavoro forzato. In aggiunta, strumenti come la griglia sul lavoro forzato, DiginexAPPRISE, Lumen e valutazioni mirate sono implementati per rilevare segnali di allerta e migliorare la comprensione della catena di fornitura. Nel 2024, DECATHLON ha compiuto diversi progressi nella lotta al lavoro forzato:

l’attuazione di un piano di rimedio relativo alle spese di reclutamento, alle molestie e alle condizioni di vita, a seguito di tre audit specifici condotti in India e a Taiwan dopo segnalazioni identificate tramite l’applicazione DiginexAPPRISE;

la definizione di un protocollo strutturato per trattare, dare priorità e gestire le segnalazioni relative ai fornitori;

l’aggiornamento delle linee guida relative ai dormitori e al reclutamento etico, con l’integrazione e il monitoraggio del principio "employer-pays" (datore di lavoro-pagatore). Tale principio impone al datore di lavoro di coprire le spese di reclutamento associate all’assunzione di figure lavorative migranti;

il potenziamento delle competenze di teammates e fornitori: 120 fornitori, 20 figure addette agli acquisti e oltre 400 teammates hanno seguito la formazione dell’OIL sugli indicatori del lavoro forzato. Inoltre, è stata organizzata una settimana dedicata alle aree di miglioramento negli audit sociali interni e alle strategie di rimedio per circa venti manager operativi a livello globale.

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Nell’ambito del proprio processo di audit sociale interno in produzione (per i fornitori di livello 1 e alcuni di livello 2), DECATHLON vigila sul rispetto dei requisiti in materia di diritti umani, che possono essere più rigorosi rispetto alle normative locali vigenti in alcuni paesi. Sotto l’impulso della legge britannica Modern Slavery Act del 2015 e della legge francese sul Dovere di vigilanza del 2017, Decathlon intraprende azioni mirate su tre temi legati alla schiavitù moderna:

la lotta contro il lavoro forzato: il personale dipendente dei fornitori offre il proprio lavoro o servizio volontariamente, senza minaccia di alcuna sanzione;

il reclutamento responsabile presso i fornitori: il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l’alloggio o l’accoglienza di figure lavorative migranti a fini di attività lavorativa si svolgono senza minacce, ricorso alla forza o costrizioni;

la lotta contro la servitù per debito: la persona impiegata non dedica il proprio lavoro o servizio all’estinzione di un debito.

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Questi principi sono stati riaffermati nell’ultima Dichiarazione sulla lotta alla schiavitù moderna di DECATHLON. Oltre alla griglia di audit sociale interno, i requisiti aziendali relativi ai diritti umani e alla lotta al lavoro forzato sono specificati nel Codice di condotta fornitori. Dal 2021, questi due documenti integrano linee guida per i dormitori e per il reclutamento etico. L’implementazione di tali linee guida e la loro applicazione sono monitorate con particolare attenzione nei paesi a più alto rischio.

Inoltre, viene offerto un e-learning di sensibilizzazione, obbligatorio per tutti i team di produzione, al fine di prevenire situazioni di lavoro forzato. In aggiunta, strumenti come la griglia sul lavoro forzato, DiginexAPPRISE, Lumen e valutazioni mirate sono implementati per rilevare segnali di allerta e migliorare la comprensione della catena di fornitura. Nel 2024, DECATHLON ha compiuto diversi progressi nella lotta al lavoro forzato:

l’attuazione di un piano di rimedio relativo alle spese di reclutamento, alle molestie e alle condizioni di vita, a seguito di tre audit specifici condotti in India e a Taiwan dopo segnalazioni identificate tramite l’applicazione DiginexAPPRISE;

la definizione di un protocollo strutturato per trattare, dare priorità e gestire le segnalazioni relative ai fornitori;

l’aggiornamento delle linee guida relative ai dormitori e al reclutamento etico, con l’integrazione e il monitoraggio del principio "employer-pays" (datore di lavoro-pagatore). Tale principio impone al datore di lavoro di coprire le spese di reclutamento associate all’assunzione di figure lavorative migranti;

il potenziamento delle competenze di teammates e fornitori: 120 fornitori, 20 figure addette agli acquisti e oltre 400 teammates hanno seguito la formazione dell’OIL sugli indicatori del lavoro forzato. Inoltre, è stata organizzata una settimana dedicata alle aree di miglioramento negli audit sociali interni e alle strategie di rimedio per circa venti manager operativi a livello globale.

La linea DECATHLON per le segnalazioni, fornita esternamente da Whispli, permette a chiunque di segnalare una violazione del regolamento o un’azione contraria agli standard etici dell’azienda.

Questa piattaforma aiuta a mettersi direttamente in contatto con chi ha fatto la segnalazione, in forma anonima o meno, con un referente qualificato e tenuto a rispettare la privacy.
Accedere alla piattaforma delle segnalazioni

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Partiamo alla scoperta del progetto test sulla rigenerazione dei tessuti.

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Accompagnare i nostri fornitori nella decarbonizzazione dei processi produttivi

Perché le fonti di energia rinnovabili sono fondamentali per ridurre l’impatto ambientale.

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Siamo ideatori di prodotti. Questo significa che li immaginiamo e li studiamo in modo da rispondere ai tuoi bisogni. Poi dobbiamo dare loro una forma concreta, per renderli disponibili. Questa fase si chiama produzione.

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L’impatto sociale in DECATHLON

Progettare, produrre, spedire… DECATHLON ha un impatto su migliaia di persone ogni giorno. Un impatto da valutare, misurare, migliorare.